Il giorno del padre
- Pier Domenico
- Mar 18, 2020
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Updated: Mar 21, 2020
Quattordici anni prima che partissero, nel 1901, W.B. Yeats scrisse, in un suo articolo sulle credenze, la magia e le arti irlandesi, che i fondatori di religioni avevano istituito le loro cerimonie sulla paura della morte, sulla speranza riposta dal padre nel figlio e sull'amore tra l'uomo e la donna.

L'articolo in questione è contenuto nel volume Magia, pubblicato da Adelphi, a pagina 76. Mi è capitato tra le mani mentre osservavo fuori dalla finestra il passaggio delle poche persone che ancora percorrono la strada che sale all'Università. Di tanto in tanto, romba il motore di una delle automobili truccate che prima si fermavano, soprattutto alla sera, dai piccoli spacciatori Pakistani sull'altro lato della strada. Quando le sento mi sporgo per cercare di capire se il loro commercio funzioni ancora, o se anche loro si siano interrotti come gli altri, ma il mio sguardo non arriva oltre la casa del prete. La menzione al passaggio di consegne. comunque, di quella che che Yeats chiama 'speranza' mi colpisce perché oggi, nel mio paese, si festeggia la festa di san Giuseppe, il più famoso dei papà. Qui, nell'isola del freddo si festeggia in un altra data, il 21 di Giugno, il giorno del passaggio astronomico dalla Primavera all'Estate. Come forse Yeats avrebbe certo scritto meglio di me, la data è quindi legata ad altre tradizioni, pagane, che vogliono nel Sole il padre dell'intero universo. Resta quindi la sensazione di una festa imprecisa, come d'altronde lo è il mestiere. Di sicuro, qualcosa di meno importante di quella del Figlio, che forse per coincidenza è anche lei stata collocata in quel 25 dicembre in cui altri pagani adoratori del sole, Mitra, festeggiavano il loro Dio. Per i papà non ci sono regali speficatamente prescritti, mentre sono obbligatori nella festa del Figlio. Tanto che anche quando Shackleton e i suoi uomini festeggiarono il loro primo Natale lontano da casa non si dimenticarono di scambiarseli. Il senso delle feste è fondamentalmente quello di chi le festeggia. Servirono grog a tutti, Lees decorò il quadrato degli ufficiali e preparò per ciascuno un piccolo regalo. Alcuni di loro, scartarono i regali che avevano portato da casa. Per cena venne servita zuppa di tartaruga, bianchetti, lepre in salmì e budino di Natale, che è un tipico dolce Inglese e Irandese con decine di varianti tramandate da altrettante tradizioni: vi si dovrebbero mescolare tredici ingredienti, tra cui manzo, montone, uvetta, more, prugne, canditi, vino e spezie. Quale che fosse il loro, bevvero rum e birra scura. Fuori, tirava un forte vento e i più sospettosi presagivano che di lì a poco sarebbero stati bloccati dalla morsa dei ghiacci. Iceberg alti trenta metri incombevano sopra di loro. Tuttavia, Hussey si era costruito un violino a corda che riusciva a suonare in modo quasi indolore.
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